domenica 28 agosto 2011

Restauro Pialle in Legno

Una pialla in legno è un attrezzo molto semplice, costituito essenzialmente da un corpo di legno, una lama (spesso con controferro) e un cuneo per tenerla ferma. Tuttavia una vecchia pialla ha quasi sempre bisogno di attente cure per poter ritornare a produrre trucioli.
La prima operazione da fare è quella di smontare l’attrezzo nelle sue parti. Solitamente anni di inutilizzo rendono difficoltosa la rimozione del gruppo di taglio. Per avere facilmente successo senza danni occorre dare qualche mazzolata decisa sul bordo posteriore della pialla. Ferro e controferro, se arrugginiti, possono essere trattati per 8-10 ore in un bagno d’aceto e quindi puliti con spazzola metallica attaccata al trapano a colonna.
Uno degli inconvenienti più frequenti che si riscontrano nelle vecchie pialle in legno è l’allargamento eccessivo della bocca (nella maggior parte dei casi non regolabile), dovuto principalmente all’utilizzo e alle frequenti spianature della suola che inevitabilmente conducono a questo risultato. C’è da aggiungere che spesso i ferri di queste pialle hanno uno spessore variabile, maggiore vicino al tagliente, minore al lato opposto (ciò allo scopo di migliorare la loro stabilità quando sono incastrati in sede), per cui esso diminuisce man mano che la lama viene affilata e di conseguenza ciò si riflette sul grado di apertura della bocca. La cura a tutto ciò consiste nel rifare la bocca mediante l’inserimento di un pezzo di legno posizionato a tale scopo.
Si prepara un tassello di legno di forma simile a quella illustrata in figura, raccomandando di utilizzare un legno o della stessa specie o di consistenza simile al corpo pialla, in modo da evitare una futura usura non uniforme (le frecce indicano il senso della venatura). Lo spessore è 0,5-0-8 cm e la mortasa leggermente meno profonda, in modo da consentire un pareggio preciso in una fase successiva. 
 
La toppa va posizionata in modo che col ferro montato l’apertura sia tra pochi decimi di mm e 1,5 mm a seconda del tipo di pialla e del lavoro che deve compiere. Dopo il bedano, una piccola router plane aiuta molto a compiere un lavoro preciso
Una volta che il pezzo di ricambio è incollato al suo posto si pialla la parte eccedente e si rispiana tutta la suola.
La lama deve essere assolutamente stabile per evitare che si sganci dalla sua sede o che dia luogo al fenomeno del chattering (saltellamento) sul pezzo da piallare. E’ essenziale per bloccare saldamente ferro e controferro nella loro sede che il cuneo di legno abbia una angolazione tale da incastrarsi perfettamente. Spesso il cuneo e/o la lama non sono originali di quella pialla o è necessario, perché andato perduto, rifare il cuneo di blocco.
Per prima cosa si prepara un pezzo di legno duro largo pochissimo più della lama e un po’ meno dell’apertura in cui si va ad inserire. 
Si taglia il pezzo in modo che esso possa incastrarsi per tutta la lunghezza disponibile tra il gruppo ferro-controferro e i due slot appositamente presenti.
Con una matita molto ben affilata si tracciano due line che determinano la posizione dei due corni del cuneo.
Il lavoro di taglio viene fatto con sega, raspa e carta vetro, fino ad ottenere la forma mostrata in figura. Si smussano le punte in modo da favorire lo scivolamento dei trucioli e per lo stesso motivo il cuneo va troncato ad un paio di cm dalla bocca.
Le pialle in legno sono sensibili ai cambiamenti di temperatura, per cui è buona norma lasciarle ambientare nel nuovo luogo di lavoro per almeno quindici giorni. Inoltre è meglio lasciarle assestare senza il cuneo inserito, per evitare eventuali spaccature.
Si può quindi procedere a spianare la suola, avendo cura di non eccedere con l’azione per evitare ripercussioni sulla apertura della bocca. A differenza delle pialle in metallo in questo caso l’operazione è davvero semplice e veloce. Occorre una lastra di vetro spessa almeno 1 cm su cui attaccare della carta abrasiva con colla riposizionabile e far scorrere avanti e indietro la pialla. Grana 150 e 240 andranno bene per portare a termine l’operazione. La pialla va spianata con il ferro montato e retratto, naturalmente.
Un altro frequente problema delle pialle in legno è l’intasamento della bocca, favorito dalla particolare conformazione della cavità soprastante. Se si presenta questo problema procedere controllando i seguenti punti:
Assicurarsi che l’interno della cavità che ospita il tagliente abbia la corretta simmetria e non presenti asperità che potrebbero impedire lo scivolamento dei trucioli.
Assicurarsi che il ferro sia adatto alla pialla, soprattutto che la sua larghezza sia appena minore della larghezza della bocca. Inoltre è quanto mai necessario che esso sia perfettamente squadrato.
Assicurarsi che il controferro sia posizionato in modo corretto rispetto al ferro e che la sua superficie sia lucida e favorisca lo scivolamento dei trucioli.
Individuare il punto esatto in cui i primi trucioli si bloccano ed agire di conseguenza.
Utilizzare la minima protrusione possibile della lama in relazione al lavoro da svolgere.
Per mantenere il legno sempre elastico si può applicare una finitura ad olio (olio di lino crudo può andare bene) e rinnovarla periodicamente.


2 commenti:

  1. Intanto ti faccio i miei complimenti per il bel sito pieno di informazioni utili per quelli come me che si vogliono avvicinare al mondo degli utensili manuali! Oggi ho trovato una pialla a casa del nonno di mia moglie, metto qualche link alle foto! Non e' in gran condizioni giusto? Consigli di provare ad aggiustarla o niente? Come vedi e' in legno con suola in metallo.. non saprei neanche come tirarla via per poterla mettere in aceto.. Qualche idea anche su che pialla e'? Grazie mille ancora!

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  2. Ciao Luca,
    effettivamente le condizioni della pialla sono disperate. Mi pare autocostruita e intesa come pialla da finitura.
    A parte i tarli, il danno alla spalla sx è difficilmente riparabile e pregiudica la tenuta del cuneo. Il legno si può sempre riparare (potresti sostituire l'intero fianco sinistro e ripristinare le geometrie ex novo) ma a giudicare dal numero dei fori di tarlo direi proprio di darle una pulita e tenerla come ricordo del nonno.
    Ciao
    Giuliano

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