martedì 11 settembre 2012

Superpialla da finitura








Una vecchia #3, #4 o #4 1/2, una lama di pialla in legno e qualche modifica strutturale. Ecco gli ingredienti per costruirsi una super pialla da finitura (almeno queste sono le attese). La pialla utilizzata in questo caso è una  Record 4 1/2 vintage.
 La lama è marcata Isac Greaves, prodotta nella prima metà dell'Ottocento. Praticamente nuova. E' una lama Tapered, cioè più spessa al tagliente e meno spessa alla sommità, come tipico delle lame per pialle in legno. Al tagliente lo spessore è di ben 4 mm.
Ecco le principali modifiche da effettuare:

1) Allargare la bocca per consentire il passaggio della lama
2) Il foro per la vite che tiene il lever cap non è accessibile
3) Bisogna allungare la leva a Y affinchè riesca d ingaggiare correttamente il controferro
4) Occorre allargare lo slot della lama per farvi entrare la rotella della leva di regolazione laterale.
Per lo slot il lavoro è rapido utilizzando una lima. Bisogna allargare solo dello stretto necessario. 

Per consentire il disimpegno del foro per la vite del lever cap si può allungare lo slot o accorciare la lama. Ho scelto la seconda soluzione più facile con l'attrezzatura a mia disposizione.
Con la mola a secco ho creato il bevel principale, a 25°

Un vaschetta con acqua fredda è indispensabile per evitare lo stemperamento della lama.
Passiamo ora alla leva ad Y. Con un punteruolo sfiliamo il perno centrale (battendo sul lato dx, guardando il frog da dietro)




 Per allungare l'apice della leva ho utilizzato una saldatrice ad arco o in alternativa si può usare una lega di argento (si vende sotto forma di bacchette) e un cannello a gas da idraulico.
E' sufficiente depositare un po' di materiale e poi limare nella forma voluta. Un paio di mm di allungamento sono sufficienti.
Passiamo alla bocca: dopo aver segnato con un pennarello di quanto allargare la bocca (dipende dallo spessore della lama) si procede con un lima. Si può angolare leggermente in modo da creare un bevel che fornisca maggior spazio ai trucioli una volta che sono entrati dalla bocca.

La pialla è pronta per essere riassemblata. Naturalmente è stata messa a punto e la lama affilata. 

Per poterne valutare l'efficienza ho deciso di confrontarla con una Stanley 4 1/2, type 14 equipaggiata con lama SW, sicuramente un più che valido confronto.
Ecco le due contendenti:


Sono  davvero quasi identiche, stesso tipo di frog. La Stanley ha una fusione più spessa, 3,9 mm vs 3,5 della Record. La lama SW è spessa circa 2mm contro i 4mm (al tagliente) di quella montata sulla Record. Le finiture e la meccanica di queste vecchie Record non hanno nulla da invidiare alle più blasonate Stanley.

La Stanley pesa 2 Kg. La Record grazie alla pesante lama arriva a 2,25 Kg.
Dopo aver affilato le due lame entrambe a 25° con microbevel a 30° ho cominciato il confronto.
La prima prova su un pezzo di Douglas con venatura diritta.

Nessuna delle due ha fatto una piega, ma subito ho apprezzato la maggior massa della Record che fornice una maggiore sicurezza nell'azione. Il risultato è ottimo con entrambi gli attrezzi. 



La seconda prova sempre su Douglas ma con alta figurazione e cambiamenti di venatura, terreno dove altre pialle lasciano dei punti di tear out.
Qui ho cominciato a notare una differenza. La Stanley va benissimo, niente tear out, a dimostrazione che è una gran bella pialla. La Record però è più pulita e lascia una superficie davvero vellutata, anche nei punti più difficili.



Lo stesso ho notato con dei pezzi di mogano, spesso rognosi da piallare
Una Stanley type 14 non ha molto da invidiare ad altri attrezzi. Però una lama più pesante e stabile può migliorare le prestazioni.



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